
Assolta la professoressa di Palermo imputata di abuso di mezzi di correzione perché fece scrivere 100 volte a un alunno la frase “sono un deficiente”, dopo che costui aveva impedito di usare il bagno dei maschi della scuola ad un suo compagno di classe in quanto, a detta sua, femminuccia e gay.
I genitori del bulletto, traumatizzati dall’accaduto, corsero subito a sporgere denuncia e a chiedere 25.000 euro di danni morali.
Il Gup di Palermo Piergiorgio Morosini ha pronunciato l’assoluzione perché il fatto non sussiste.
Intanto qualche ora fa è stata rinvenuta nei bagni di Montecitorio una lavagnetta anonima con su una frase sospetta.
Incredulità e sgomento è stato espresso dal presidente della Camera e dalla gran parte dei deputati, ignari dell'identità del misterioso autore.
Convocato d'urgenza lo scrittore Carlo Lucarelli, con la speranza che riesca al più presto a dare un volto e un nome alla deficiente.

(foto da: http://www.gothomepages.com/)
Riporto una notizia che stamattina ho trovato sul sito di Repubblica (e solo lì...) e che cioè l’Unione Europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia per i benefici concessi alla chiesa cattolica in materia di I.C.I., i quali, a detta del comintern di Bruxelles, violerebbero le norme della concorrenza.
Già dal 1992, con la legge che istituì l’ICI (D. Lgs. 504/92), per tutti gli immobili utilizzati a fine religioso (chiese, diocesi, musei, biblioteche oratori ecc.) era prevista l’esenzione dall’I.C.I., ma fu un Decreto del governo Berlusconi nel 2005 (inserito poi nella finanziaria 2006) il vero regalo preelettorale fatto alla Chiesa che, in quattro righe (le malelingue riferiscono partorite durante le vacanze estive a Villa Certosa in Sardegna) estendeva l’esenzione dall’ICI a tutto il patrimonio immobiliare della chiesa cattolica (comprese scuole, negozi, ospedali, università, appartamenti ecc.), patrimonio immobiliare che corrisponde, stando ad alcuni studi, a circa un quarto degli immobili presenti in Italia e portando un risparmio per la chiesa (e, quindi un ammanco per i Comuni Italiani) di 300 milioni di euro all’anno.
Ovviamente quel decreto leggittimava una prassi già molto consolidata, visto che in tantissimi comuni la Chiesa e istituti religiosi collegabili a vario titolo alla C.E.I. omettevano di pagare l'ICI per gli immobili che possedevano, che fossero alberghi, scuole private o appartamenti in affitto, trovando amministrazioni locali se non proprio compiacenti , comunque girate dall'altra parte.
Con la Vittoria di Prodi e l’avvento dei bolscevichi al potere il “regalo” è stato abolito dai decreti Bersani dell’anno scorso. In teoria.
Perché, come giustamente fa notare Curzio Maltese su Repubblica, di fatto la chiesa continua a non pagare l’ICI sugli immobili commerciali, grazie ad un gesuitico cavillo contenuto in quel decreto e che cioè che l’esenzione ICI spetta, oltre che ai luoghi adibiti a culto, a tutti quegli immobili adibiti ad attività non esclusivamente commerciale.
Vale a dire, chessò, un bar che fattura qualche migliaio di euro al giorno ha inglobato nella sua struttura una piccola cappella dove i consumatori costumano recitare, tra un caffè e una brioche, un'ave maria, non è soggetto a ICI.
Ecco, i soliti italiani, avranno pensato quelli della U.E., quando l’avvocato Alessandro Nucara e il commercialista Carlo Pontesilli hanno fatto notare loro questa contraddizione… e da lì è partita la procedura.
E poi dicono che si fa fatica a modificare lo scalone…

(foto da: http://www.westernfrancetouristboard.com)
Leggo su alcuni blog (ho provato a cercare la notizia sulla stampa ma, si sa, queste cose non interessano) che al primo Consiglio dei Ministri del nuovo Governo Francese è stata presentata una proposta di legge per l’abolizione della tassa di successione per chi ha sottoscritto un PACS.
Come giustamente sostiene Grillini in un lancio d’agenzia, questo dimostra le ere geologiche di distanza che ci sono tra la destra francese e quella italiana.
Bisogna comunque constatare che Sarkozy, almeno sulla questione PACS, diritti civili e cose superflue come queste, è molto più a sinistra delle cariatidi inumate che ci troviamo noi al governo, capaci di concepire un obbrobrio indecente (e irricevibile in un qualunque paese moderato-democratico) come i DICO e poi, appena subito dopo il parto, gettarlo testè insieme all’acqua sporca e alle loro facce.
Cosa abbiamo fatto per meritare di vivere in un paese così?

Quando sono stati pubblicati gli studi di settore, sono a dire il vero un po’ trasalito…
Mi sono trovato qualche ora del mio inutile tempo per guardarmi le tabelle e i grafici (reperibili ovunque sul web) .
Ho fatto le seguenti considerazioni che voglio proprio riportare qui
Io che sono un secondo livello del contratto commercio vivo nel nord laborioso e tartassato (la locomotiva d’Italia), e faccio tanta fatica, tra la rata del mutuo (a tasso variabile, mortacci sua!) e le spese che sono sempre tante. Per fortuna è in arrivo la quattordicesima così potrò pagare le bollette scadute (compreso i 300 euro di condominio che se l’amministratore mi incrocia mi ammazza), e poi l’auto, che la vecchia, dopo 17 anni di duro e glorioso lavoro ha tirato le cuoia, facendo un finanziamento di 60 euro al mese e sperando di riuscire a pagarlo…
Ecco, sfogliando quei grafici degli studi di settore, da dove si evince che più della metà delle imprese e liberi professionisti italiani dichiara al fisco una media di 12.000 euro lordi annui, ho concluso che davvero ho avuto tanta fortuna nella mia vita…
Vorrei vedere me al loro posto, riuscire a mantenere un’attività guadagnando così poco, avere le spese della casa in montagna, della porsche che ho comprato a mio figlio e della mercedes che ho cambiato io proprio quest’anno….
Penso al panettiere sotto casa, che compra più di 50 quintali di farina e vende
E il macellaio, che tiene i vitelli in cella per più di 300 giorni, invenduti e da buttare… ecco perché quando ho bisogno di una bistecca la devo prenotare…
Pensando a tutto questo mi sono detto che ho avuto tanto culo perché mai nessun studio di settore si interesserà alla mia attività e non mi troverò mai nella situazione di quei tassisti che non solo non hanno il taxi (e devono portare i clienti a spalla), ma devono avere anche noie dalla Guardia di Finanza, o quei laboratori di analisi cliniche che non dichiarano la strumentazione… Non solo devono contare i globuli rossi uno a uno o pesare il colesterolo con la bilancia da cucina, ma si devono vedere trasformati in mostri da prima pagina…
Fanno bene a fischiare a Prodi, fanno bene a fare lo sciopero fiscale… E come dice il buon Calderoli con questi maledetti studi di settore si costringe alla chiusura migliaia di imprese del Nord… Che, con quello che guadagnano, se non hanno già tirato giù la saracinesca sono davvero degli eroi…
Che le chiedano ai dipendenti altre tasse, visto che guadagnano più di chi li ha assunti.

Ieri a Roma si sono incontrate una quarantina di persone che aspirano a diventare presto mille: iMille.
Si sono riuniti e dopo aver discusso tutto il giorno hanno deciso di creare una lista che partecipi alle primarie per la costituente del PD, che accolga tutti quelli che oggi non ci sono, che non trovano spazio, per coinvolgere nel progetto del Partito Democratico tutti quelli che ritengono che il PD debba essere semplicemente un partito moderno, democratico, laico e di sinistra.
Il progetto è quindi di raggiungere 1000 candidati, presentarli nei 475 collegi del fu Mattarellum e, ergo, raccogliere duecentomila firme entro il 14 settembre.
La cosa più interessante è la modalità dell'azione che hanno deciso di intraprendere: "apertura assoluta della lista ai contributi e alle candidature di tutti, mutuando i meccanismi di orizzontalità e confronto continui propri dei nostri blog, anche per la definizione degli orizzonti programmatici".
Per adesso cercano volontari, persone disposte a mettersi in gioco e a contribuire al successo dell'iniziativa.
Si può scrivere a: imille07@gmail.com
E si può leggere qui , qui, qui, qui.
Che dire, stamattina all'apertura del browser finalmente c'è stata un pò d'aria fresca...