
A leggere questa storia sembra di essere nel libro "Il giovane Holden", anzi, Jack, il protagonista del libro d'esordio dell'autrice americana A.M.Homes (scritto quando aveva solo 19 anni) sembra assomigliargli tantissimo, per il modo con cui guarda il mondo, per come formula i pensieri, che sembrano così leggeri e invece scavano, scavano...
Jack è un ragazzo come tanti della provincia americana. Ha sedici anni, ama il basket, il cinema e vive con sua madre che, separatasi qualche anno prima dal papà, convive con il nuovo compagno.
Conduce una vita normale fino a quando suo padre, portandolo un giorno in gita in barca, decide di rivelargli che è gay, e che il suo coinquilino Bob è in realtà il suo compagno. Jack all'inizio non prende bene la notizia e inizia a fare i conti con tutto ciò che credeva avere di certo nella sua vita e mette in discussione tutto, compreso se stesso, soprattutto quando scopre che sua madre ne era al corrente così come molti altri senza che lui se ne fosse mai accorto.
La notizia diventa di dominio pubblico, soprattutto a scuola, dove Jack diventa bersaglio di battute razziste e omofobe ma che gli permetteranno anche di approfondire il suo rapporto con Maggie, una sua compagna di scuola, anch'essa con il padre gay.
Questo immergerà Jack in una profonda autoanalisi che lo porterà a guardare oltre le apparenze, a ridiscutere il concetto stesso di normalità, e a fare di lui un uomo.
In the morning
I hear the angels they
lick our faces to make you smile
Oh help me
we never touch
please remember I
still believe in something beautiful
And you are
all I need
pick me up
I'm crying
In the winter
all the angels
sit between us
and wish that we could know
I would want you
tell you how much
but the words
are hard for me to see
And you are
all i need
pick me up
I'm crying

Dopo aver visto il film "Into the wild" ho cercato in libreria "Nelle Terre Estreme" il libro di J. Krakauer a cui Sean Penn si è ispirato per girare quel film che tanto mi ha segnato (e a quanto ho capito non solo me).
Il libro parte da un trafiletto di un giornale locale in cui si racconta del ritrovamento del corpo di un giovane (che si scoprirà poi essere Chris McCandless) nel bel mezzo dell'Alaska. L'autore incuriosito si mette sulle tracce di questa notizia e si imbatte così nella incredibile storia di Chris, del suo lungo viaggio attraverso l'America, delle persone che ha incrociato lungo il cammino e di questo sogno di immergersi nella selvaggia natura dell'Alaska alla ricerca di se stesso e di un senso.
Devo dire che il film girato da Penn è estremamente fedele al libro e alla storia di Chris.
Girando in rete ho scoperto su youtube che il magic bus dove Chris ha passato gli ultimi mesi di vita è ormai diventato una meta turistica.
Tra le altre cose trovate nel magic bus c'erano anche sei rullini usati da Chris per fotografare paesaggi e fare alcuni autoscatti.

Qui Chris è seduto vicino al Magic bus, ha un sorriso sereno e sembra in pace con il mondo.
Ma la foto che mi ha colpito è l'ultima scattata da Chris, probabilmente poche ore prima di morire, ed è questa:

Estremamente debilitato dalla fame e impossibilitato a ritornare a causa del fiume che non riesce a guadare, Chris sorride e saluta con la mano, mentre nell'altra regge una pagina su cui ha scritto questa frase: "Ho avuto una vita felice e ringrazio il Signore. Addio e che Dio vi benedica".