
Lo cunto de li cunti è stato scritto da Gianbattista Basile a metà del 1600 ed è una raccolta di racconti-fiabe, con una struttura tipo il Decamerone (suddivise in giorni e momenti della giornata) in lingua napoletana (con testo italiano a fronte) che nei secoli successivi alla sua pubblicazione è stato letteralmente saccheggiato e preso a riferimento per tante altre storie.
Il precedente più famoso è "Cenerentola" dei fratelli Grimm i quali altro non fecero che copia/incollare, (dopo aver limato qua e là, sottratto qualche doppio senso e qualche espressione "colorita") il racconto: "La gatta Cennerentola" che Basile aveva inserito ne "Lo cunto de li cunti" quasi cento anni prima.
In questo libro si ritrova tutta la tradizione delle storie popolari, i "cunti" che ci raccontavano le nostre nonne e forse anche per questo hanno un non so che di familiare, e soprattutto è scritto in uno stile incredibile, una sorta di barocco popolare pieno di metafore che lasciano a bocca aperta e con un senso dell'ironia davvero disarmante
E così per esempio nei vari racconti la frase "quando fece mattino" viene di volta in volta tradotta così:
Lo Cunto de li Cunti è davvero un libro bellissimo, che mi ha tolto il sonno diverse volte (un altro racconto e poi basta… vabbè solo questo, è l'ultimo! ecc) e mi ha fatto volare il viaggio in treno mentre andavo a lavoro come non mai.
E mi ha fatto venire in mente anche una certa signora di qualche anno fa di cui a volte ho un po' di nostalgia…