
Richard Novak è un uomo di mezza età, metodico, abitudinario, la sua vita è programmata nei minimi dettagli. Una mattina, come ogni mattina, mentre è sul tapis-roulant e da uno schermo controlla le sue azioni in borsa, osserva dalla finestra la donna che a quell’ora nuota sempre in piscina, e all'improvviso si sente invadere da un dolore atroce, che parte da non si sa quale punto del suo corpo e inizia a devastarlo.
Tutte le analisi che fanno a Richard al pronto soccorso danno esito negativo: niente infarto, niente ictus, niente di niente e lì su quel lettino, mentre prova a capire la dinamica di quello che gli è capitato, a Richard succede qualcosa che cambierà completamente la sua vita.
L’infermiera gli chiede un numero da chiamare nel caso succedesse qualcosa e a quel punto, Richard realizza quello che è, e capisce, forse, l’origine di tutto quel dolore.
“E’ rimasto lì steso a contemplare l’assolutezza con cui si era sottratto al mondo dei legami, la stupidità dell’indipendenza raggiunta: non aveva bisogno di nessuno, non conosceva nessuno, non era parte della vita di nessuno: si era sottratto in modo così totale al mondo delle dipendenze e dei legami che non era nemmeno più sicuro di esistere”.
Da quel momento gli occhi di Richard cambieranno il modo di guardare il mondo e niente sembrerà più uguale a prima, e in una Los Angeles invasa dagli incendi, comincerà a re-imparare il modo di intrecciare i suoi sentimenti con gli altri.
“Questo libro ti salverà la vita”di A.M. Homes è un romanzo magnifico, che ti toglie il sonno e ti scuote dal profondo. Erano mesi che non mi capitava tra le mani un libro così bello che ti tiene incollato lì fino all’ultima pagina, fino all’ultima parola.


Hanno talento Jean-Pierre e Luc Dardenne e con ogni film che girano riescono a dare dignità e lustro al Cinema e a ricordarci perchè è chiamato settima arte.
Vincitore a Cannes del premio come miglior sceneggiatura "Il matrimonio di Lorna" è la storia di una ragazza albanese, divenuta cittadina belga grazie ad un matrimonio-bianco con un tossicodipendente, che è in procinto di risposarsi con un russo, desideroso anch’egli di diventare belga, e che saprà ricompensare profumatamente del favore l’organizzazione che è alle spalle di Lorna (e Lorna stessa) che gestisce questo traffico di cittadinanze fasulle attraverso matrimoni combinati.
Il film è spietato nel suo cinico sguardo sulla consapevolezza che il denaro, soprattutto per chi è ai margini dell’opulenza dell’occidente, sia l’unico valore possibile, l’unica molla che ti spinge ad uscire di casa ogni giorno, ma è anche un film che scava dentro i personaggi, che regala un’infinita umanità negli occhi della protagonista che ad un certo punto sente qualcosa di nuovo accadere dentro il suo cuore e per una volta questo qualcosa decide di seguirlo, anche mettendo a rischio la sua stessa vita.
Il matrimonio di Lorna è un film ben scritto, che ti da un forte pugno nello stomaco, ma ti lascia in bocca anche un sapore di speranza.
Grandi i Fratelli Dardenne, che possano vivere ancora cento anni (e fare tanti film ancora).