Olmo

si sta come d'autunno sugli alberi le foglie
sabato, 24 ottobre 2009

Pozzoromolo - L.R. Carrino


“Sotto le fondamenta della vecchia casa. La casa dove sei stato concepito, c’è un pozzo che chiamano Pozzoromolo. Nel pozzo c’è un diavolo. Il diavolo custodisce un tesoro immenso. Molti uomini tentano di prendere il tesoro, scendono giù, sul fondo, si perdono nei mille cunicoli, non risalgono più. Nessuno è riuscito mai, nessuno ha mai preso quel tesoro. Uno solo, uno soltanto è tornato. Il prezzo che ha pagato, il prezzo del ritorno, è stata la follia.
Sotto le fondamenta della vecchia casa, la casa dove sei stato concepito, c’è un pozzo che purifica ogni malore. Nel pozzo c’è un diavolo con le ali dell’angelo custode. Il diavolo custodisce un ricordo immenso che non vuoi ricordare. Nessuno è riuscito mai, nessuno mai ha preso quel tesoro da custodire. Uno solo, uno soltanto è tornato. Uno soltanto si è calato senza una luce, ad occhi chiusi ha trovato il suo desiderio avverato ma, il prezzo che ha pagato, il prezzo che hai pagato per tornare, è stato averlo dimenticato.”
 
Gioia è rinchiusa in un ospedale psichiatrico giudiziario (OPG) da diversi anni e non ricorda più perché è finita lì.
L’OPG è popolato da diverse persone, e ci sono dottori, infermieri, e poi c’è una grande quercia nel parco, sotto la quale Gioia spesso scrive di tutte le ombre che dal passato la rincorrono, di tutti i ricordi confusi che non si lasciano ricordare e flash della sua infanzia, dei suoi genitori, di suo fratello Luca, di Milano, di Mario e della gatta Rusinella
Di queste pagine è fatto il libro di L. R. Carrino, un diario confuso, un calendario senza tempo di analisi e ricordi spesso devastati dal Remeron, dalla Doxepina, dalla Quetiapina, che accompagna il lettore nel cuore di Gioia e nella sua storia, nel suo sconfinato bisogno di essere amata, di essere voluta.
Pozzoromolo è un romanzo straordinario, è prosa che si fa poesia pura, poesia che nasce dalla carne, impastata di sangue e desiderio, di emozioni che nascono dal profondo e che ti costringono a sentire quel nido di vespe nello stomaco.
Bentornato Carrino, ma quanto ci sei mancato!


Pozzoromolo - L.R. Carrino - Meridiano Zero Euro 15,00

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categoria: cultura, poesia, libri


domenica, 08 marzo 2009

Alla fine di questo libro la mia vita si autodistruggerĂ .

Ho avuto la fortuna di imbattermi in Insy Loan qualche tempo fa arrivando, non ricordo per quale teoria di percorsi, al suo blog, e non ho potuto più smettere.

Alessandro Michetti (questo il suo nome all'anagrafe) è un ragazzo con tanto talento, capace di scrivere e soprattutto di raccontare (che è molto più difficile) il mondo attraverso il suo sguardo ironico, a volte caustico ma mai banale.

E quando c'è l'ironia le cose prendono una proporzione più umana.

I suoi post sono diventati per me, da allora, degli appuntamenti fissi, l'opinione esclusiva a cui tendere (il gossip più chic ed esclusivo), "...che dicono tutti i fatti ca una vo' sapé", per dirla alla Jennifer.

"Alla fine di questo libro la mia vita si autodistruggerà" è un libro che non delude le attese, dove ho trovato un Insy Loan in grande spolvero e irresistibile, soprattutto nelle sue leggendarie figure retoriche, disseminate quà e là tra le righe, dopo una virgola o appena girata una pagina, che ti lasciano così, piegato in due dalle risate (e non è una figura retorica).

Questo libro è un viaggio di formazione di un ragazzo gay, con una storia così simile a tante altre, ma che raccontata così è davvero unica al mondo.

 

 

 

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categoria: cultura, poesia, libri, racconto, satira


giovedì, 15 gennaio 2009

Un'ora sola ti vorrei

Capita a volte di incrociare dei libri, dei film o anche solo delle canzoni che ti lasciano con un palmo di naso e ti restano dentro per mesi e mesi, e per quanto tu cerchi di uscirne ti rendi conto di esserne prigioniero.

Mi capitò qualche anno fa, credo sia stata la penultima volta, con un film su dei cowboy del Wyoming (che di recente ne hanno mandato un riassunto su Raidue.)

La cosa che più mi colpisce è che "eventi" così, parlo per me è ovvio, ti mettono in condizione di sperimentare uno stato emozionale raro, una sorta di massa emotiva che senti in qualche punto della pancia e per quanto tu provi a tradurla in parole, in ragionamenti, ti devi arrendere alla consapevolezza che non ne sei capace.

Molto dipende anche dall’impatto che questo ha sul tuo vissuto, è ovvio, i percorsi di vita fatti o in transito e che sembra che l’incontro con questa cosa non sia casuale. In altri momenti è come se la corda interiore toccata faccia accendere nella testa una lampadina che ti svela un nuovo mondo e un nuovo modo di guardare certe cose.

Ma sto tergiversando.

Voglio parlare di un film che ho avuto la fortuna di vedere (e rivedere, rivedere rivedere) e che è “Un’ora sola ti vorrei” di Alina Marazzi, uscito qualche anno fa e da un po’ disponibile in DVD.

E’ un film bellissimo, che ti spiazza per la sua struggente dolcezza evocativa e di cui tutte le cose sopra, ed è un documento emozionale, un insieme di frammenti che nascono dalla carne.

La storia è incentrata sul rapporto tra una figlia e sua madre, Alina Marazzi  e Liseli Hoepli, un rapporto interrotto quando Alina aveva solo sette anni dalla morte di sua madre, e che si cristallizza in un cassetto riposto in soffitta per anni e anni, fino a quando la figlia non decide di riaprirlo e incontrare, dopo tanto tempo, questa donna, questa presenza-assenza che per tanti anni l’ha accompagnata.

In questo cassetto ci sono centinaia di metri di pellicole e soprattutto un’infinità di pagine in cui Liseli parla di se, della sua vita, dei suoi sogni e della sua malattia.

Alina Marazzi legge tutto, mette insieme le foto, le cartoline scritte, tutte quelle cose che a volte sembrano stupide e che vengono messe da parte per ricordare una cosa, e che adesso, nelle mani della figlia, diventano indizi importanti, segni o rimandi alla persona che le ha riposte.

Alina Marazzi guarda soprattutto i filmini girati dal nonno, ore e ore di vita impressionata su quella pellicola, montando la quale e lasciando come sottofondo la lettura delle lettere e dei diari, ha tirato fuori questo piccolo, immenso capolavoro.

 

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categoria: cultura, poesia, libri, cinema, film, racconto


mercoledì, 03 dicembre 2008

Tutta colpa di Tondelli

L'ho trovato davvero molto interessante il libro d'esordio di Nicola Pezzoli "Tutta colpa di Tondelli" nonostante Tondelli sia solo il sottofondo di questo bellissimo libro e la foto dell'indimenticato autore in copertina (quasi come se fosse un libro "su" Tondelli) l'ho trovata una gran furbata… chissà quanti lo porteranno a casa senza leggere la quarta di copertina e poi ritrovarsi in una storia un po' diversa da quella che si erano immaginato… e io stesso, che dei boccaloni sono il re, l'ho tirato giù dallo scaffale per lo stesso motivo.
Ma tant'è, sono contento di averlo letto e mi è piaciuto davvero tanto.

Il libro è il racconto autobiografico di Pezzoli alla ricerca di una casa editrice disposta a pubblicare i suoi scritti e che a un certo punto ha la s(fortuna) di imbattersi in un certo (e ai tempi molto di moda) Massimo Canalini e la sua casa editrice Transeuropa (famosa negli anni ottanta per aver dato alle stampe giovani autori diventati poi di culto come Brizzi, Ballestra De Marchi oltre ad aver pubblicato le famose antologie "Under 25" curate da P.V.Tondelli.
Il libro è davvero divertente e spassoso, trasuda di ironia e soprattutto di autoironia e ti porta con un sorriso stampato in faccia in tutte le vicissitudini di questo sogno (pubblicare il primo libro) che, a un passo dal realizzarsi, piano piano si trasforma in un incubo e da cui l'autore (restato inedito) non riesce più a liberarsi.
E' un libro che fa una gran bella figura nella linea editoriale della Kaos Edizioni (specializzata in testi di denuncia e controinformazione) e che apre uno squarcio nel mondo editoriale e nei suoi meccanismi sconosciuto ai più e che lascia il lettore con un palmo di naso. La marcia in più di questo testo (rispetto ai molti della Kaos un pò pesanti e pallosi-seri) è che è scritto con una leggerezza unica, che dà veramente la misura del talento di questo scrittore.

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categoria: cultura, libri, attualitĂ 


giovedì, 16 ottobre 2008

Questo libro ti salverĂ  la vita

Richard Novak è un uomo di mezza età, metodico, abitudinario, la sua vita è programmata nei minimi dettagli. Una mattina, come ogni mattina, mentre è sul tapis-roulant e da uno schermo controlla le sue azioni in borsa, osserva dalla finestra la donna che a quell’ora nuota sempre in piscina, e all'improvviso si sente invadere da un dolore atroce, che parte da non si sa quale punto del suo corpo e inizia a devastarlo.

Tutte le analisi che fanno a Richard al pronto soccorso danno esito negativo: niente infarto, niente ictus, niente di niente e lì su quel lettino, mentre prova a capire la dinamica di quello che gli è capitato, a Richard succede qualcosa che cambierà completamente la sua vita.

L’infermiera gli chiede un numero da chiamare nel caso succedesse qualcosa e a quel punto, Richard realizza quello che è, e capisce, forse, l’origine di tutto quel dolore.

 

“E’ rimasto lì steso a contemplare l’assolutezza con cui si era sottratto al mondo dei legami, la stupidità dell’indipendenza raggiunta: non aveva bisogno di nessuno, non conosceva nessuno, non era parte della vita di nessuno: si era sottratto in modo così totale al mondo delle dipendenze e dei legami che non era nemmeno più sicuro di esistere”.

Da quel momento gli occhi di Richard cambieranno il modo di guardare il mondo e niente sembrerà più uguale a prima, e in una Los Angeles invasa dagli incendi, comincerà a re-imparare il modo di intrecciare i suoi sentimenti con gli altri.

“Questo libro ti salverà la vita”di A.M. Homes è un romanzo magnifico, che ti toglie il sonno e ti scuote dal profondo. Erano mesi che non mi capitava tra le mani un libro così bello che ti tiene incollato lì fino all’ultima pagina, fino all’ultima parola.

postato da giurau alle ore 18:46 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: cultura, poesia, libri, racconto, attualitĂ 



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