Olmo

si sta come d'autunno sugli alberi le foglie
domenica, 08 marzo 2009

Alla fine di questo libro la mia vita si autodistruggerĂ .

Ho avuto la fortuna di imbattermi in Insy Loan qualche tempo fa arrivando, non ricordo per quale teoria di percorsi, al suo blog, e non ho potuto più smettere.

Alessandro Michetti (questo il suo nome all'anagrafe) è un ragazzo con tanto talento, capace di scrivere e soprattutto di raccontare (che è molto più difficile) il mondo attraverso il suo sguardo ironico, a volte caustico ma mai banale.

E quando c'è l'ironia le cose prendono una proporzione più umana.

I suoi post sono diventati per me, da allora, degli appuntamenti fissi, l'opinione esclusiva a cui tendere (il gossip più chic ed esclusivo), "...che dicono tutti i fatti ca una vo' sapé", per dirla alla Jennifer.

"Alla fine di questo libro la mia vita si autodistruggerà" è un libro che non delude le attese, dove ho trovato un Insy Loan in grande spolvero e irresistibile, soprattutto nelle sue leggendarie figure retoriche, disseminate quà e là tra le righe, dopo una virgola o appena girata una pagina, che ti lasciano così, piegato in due dalle risate (e non è una figura retorica).

Questo libro è un viaggio di formazione di un ragazzo gay, con una storia così simile a tante altre, ma che raccontata così è davvero unica al mondo.

 

 

 

postato da giurau alle ore 12:23 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: cultura, poesia, libri, racconto, satira


giovedì, 15 gennaio 2009

Un'ora sola ti vorrei

Capita a volte di incrociare dei libri, dei film o anche solo delle canzoni che ti lasciano con un palmo di naso e ti restano dentro per mesi e mesi, e per quanto tu cerchi di uscirne ti rendi conto di esserne prigioniero.

Mi capitò qualche anno fa, credo sia stata la penultima volta, con un film su dei cowboy del Wyoming (che di recente ne hanno mandato un riassunto su Raidue.)

La cosa che più mi colpisce è che "eventi" così, parlo per me è ovvio, ti mettono in condizione di sperimentare uno stato emozionale raro, una sorta di massa emotiva che senti in qualche punto della pancia e per quanto tu provi a tradurla in parole, in ragionamenti, ti devi arrendere alla consapevolezza che non ne sei capace.

Molto dipende anche dall’impatto che questo ha sul tuo vissuto, è ovvio, i percorsi di vita fatti o in transito e che sembra che l’incontro con questa cosa non sia casuale. In altri momenti è come se la corda interiore toccata faccia accendere nella testa una lampadina che ti svela un nuovo mondo e un nuovo modo di guardare certe cose.

Ma sto tergiversando.

Voglio parlare di un film che ho avuto la fortuna di vedere (e rivedere, rivedere rivedere) e che è “Un’ora sola ti vorrei” di Alina Marazzi, uscito qualche anno fa e da un po’ disponibile in DVD.

E’ un film bellissimo, che ti spiazza per la sua struggente dolcezza evocativa e di cui tutte le cose sopra, ed è un documento emozionale, un insieme di frammenti che nascono dalla carne.

La storia è incentrata sul rapporto tra una figlia e sua madre, Alina Marazzi  e Liseli Hoepli, un rapporto interrotto quando Alina aveva solo sette anni dalla morte di sua madre, e che si cristallizza in un cassetto riposto in soffitta per anni e anni, fino a quando la figlia non decide di riaprirlo e incontrare, dopo tanto tempo, questa donna, questa presenza-assenza che per tanti anni l’ha accompagnata.

In questo cassetto ci sono centinaia di metri di pellicole e soprattutto un’infinità di pagine in cui Liseli parla di se, della sua vita, dei suoi sogni e della sua malattia.

Alina Marazzi legge tutto, mette insieme le foto, le cartoline scritte, tutte quelle cose che a volte sembrano stupide e che vengono messe da parte per ricordare una cosa, e che adesso, nelle mani della figlia, diventano indizi importanti, segni o rimandi alla persona che le ha riposte.

Alina Marazzi guarda soprattutto i filmini girati dal nonno, ore e ore di vita impressionata su quella pellicola, montando la quale e lasciando come sottofondo la lettura delle lettere e dei diari, ha tirato fuori questo piccolo, immenso capolavoro.

 

postato da giurau alle ore 21:25 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: cultura, poesia, libri, cinema, film, racconto


giovedì, 16 ottobre 2008

Questo libro ti salverĂ  la vita

Richard Novak è un uomo di mezza età, metodico, abitudinario, la sua vita è programmata nei minimi dettagli. Una mattina, come ogni mattina, mentre è sul tapis-roulant e da uno schermo controlla le sue azioni in borsa, osserva dalla finestra la donna che a quell’ora nuota sempre in piscina, e all'improvviso si sente invadere da un dolore atroce, che parte da non si sa quale punto del suo corpo e inizia a devastarlo.

Tutte le analisi che fanno a Richard al pronto soccorso danno esito negativo: niente infarto, niente ictus, niente di niente e lì su quel lettino, mentre prova a capire la dinamica di quello che gli è capitato, a Richard succede qualcosa che cambierà completamente la sua vita.

L’infermiera gli chiede un numero da chiamare nel caso succedesse qualcosa e a quel punto, Richard realizza quello che è, e capisce, forse, l’origine di tutto quel dolore.

 

“E’ rimasto lì steso a contemplare l’assolutezza con cui si era sottratto al mondo dei legami, la stupidità dell’indipendenza raggiunta: non aveva bisogno di nessuno, non conosceva nessuno, non era parte della vita di nessuno: si era sottratto in modo così totale al mondo delle dipendenze e dei legami che non era nemmeno più sicuro di esistere”.

Da quel momento gli occhi di Richard cambieranno il modo di guardare il mondo e niente sembrerà più uguale a prima, e in una Los Angeles invasa dagli incendi, comincerà a re-imparare il modo di intrecciare i suoi sentimenti con gli altri.

“Questo libro ti salverà la vita”di A.M. Homes è un romanzo magnifico, che ti toglie il sonno e ti scuote dal profondo. Erano mesi che non mi capitava tra le mani un libro così bello che ti tiene incollato lì fino all’ultima pagina, fino all’ultima parola.

postato da giurau alle ore 18:46 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: cultura, poesia, libri, racconto, attualitĂ 


sabato, 17 maggio 2008

Jack

A leggere questa storia sembra di essere nel libro "Il giovane Holden", anzi, Jack, il protagonista del libro d'esordio dell'autrice americana A.M.Homes (scritto quando aveva solo 19 anni) sembra assomigliargli tantissimo, per il modo con cui guarda il mondo, per come formula i pensieri, che sembrano così leggeri e invece scavano, scavano...

Jack è un ragazzo come tanti della provincia americana. Ha sedici anni, ama il basket, il cinema e vive con sua madre che, separatasi qualche anno prima dal papà, convive con il nuovo compagno.

Conduce una vita normale fino a quando suo padre, portandolo un giorno in gita in barca, decide di rivelargli che è gay, e che il suo coinquilino Bob è in realtà il suo compagno. Jack all'inizio non prende bene la notizia e inizia a fare i conti con tutto ciò che credeva avere di certo nella sua vita e mette in discussione tutto, compreso se stesso, soprattutto quando scopre che sua madre ne era al corrente così come molti altri senza che lui se ne fosse mai accorto.

La notizia diventa di dominio pubblico, soprattutto a scuola, dove Jack diventa bersaglio di battute razziste e omofobe ma che gli permetteranno anche di approfondire il suo rapporto con Maggie, una sua compagna di scuola, anch'essa con il padre gay.

Questo immergerà Jack in una profonda autoanalisi che lo porterà a guardare oltre le apparenze, a ridiscutere il concetto stesso di normalità, e a fare di lui un uomo.

 

 

 

postato da giurau alle ore 09:46 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: cultura, poesia, libri, racconto


sabato, 10 maggio 2008

In the morning
I hear the angels they
lick our faces to make you smile
Oh help me
we never touch
please remember I
still believe in something beautiful

And you are
all I need
pick me up
I'm crying

In the winter
all the angels
sit between us
and wish that we could know
I would want you
tell you how much
but the words
are hard for me to see

And you are
all i need
pick me up
I'm crying

*

 

postato da giurau alle ore 19:12 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: musica, racconto, tristezza, sfogo, rabbia



voli low cost roma londra parigi